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Intervista a Nicolas Hemmer

«La sicurezza sul lavoro? Per l’80% è una questione di comunicazione»

Nicolas Hemmer, ispettore presso l’Ufficio cantonale dell’ispettorato del lavoro e delle relazioni del lavoro di Ginevra, ci offre uno sguardo franco e diretto su una professione a cavallo tra comportamenti e norme. Nell’intervista ci spiega l’importanza della formazione e cosa significa fare prevenzione nell’albergheria-ristorazione.

Per fare l’ispettore del lavoro bisogna averne anche la vocazione. Perché hai scelto questa professione?
Il mio percorso formativo è sempre stato orientato alla protezione delle persone. Il desiderio di praticare questa professione di utilità pubblica, che impone una forte presenza sul campo, è nato da alcuni incontri, in particolare con Jean Parrat, ispettore del lavoro nel Giura.

Come descriveresti il tuo ruolo a qualcuno che non ha mai sentito parlare di ispettorati cantonali del lavoro?
È una professione che ti mette a stretto contatto con il mondo del lavoro. Richiede la capacità di passare dal controllo all’accompagnamento, dall’avvertimento alla pedagogia, a seconda della situazione e degli interlocutori.

Quali sono i luoghi comuni sull’ispezione del lavoro che ti infastidiscono o che ti sembrano più lontani dalla realtà?
La parola «ispettore» genera subito apprensione. Eppure, il nostro ruolo è prima di tutto preventivo. Miriamo a far crescere le imprese evitando che si verifichino infortuni o sorgano conflitti.

Spesso pensiamo che si tratti di una realtà molto tecnica e regolamentata. Quale spazio occupa l’aspetto umano nella tua realtà quotidiana?
La sicurezza sul lavoro è fatta di tecnica nella misura del 20 per cento e di comunicazione per il rimanente 80 per cento. I comportamenti, la condivisione e la motivazione sono elementi chiave.

Intervieni anche a livello di formazione soprattutto presso le strutture dell’albergheria-ristorazione. Cosa offrono questi momenti di scambio a te e alle aziende?
Permettono prima di tutto di trasformare una situazione vissuta in un feedback concreto. Spesso i datori di lavoro pensano che gli infortuni gravi «capitino solo agli altri». Lo scambio permette giustamente di sviluppare comportamenti corretti.

Quali sono i rischi più frequenti nel settore dell’albergheria-ristorazione? Quali sono quelli più sottovalutati?
Le cadute in piano, le ferite da taglio e la movimentazione di carichi sono certamente gli infortuni più frequenti, ma gli infortuni gravi possono nascondersi anche dietro un semplice gesto: la perdita di un dito mentre si usa un apparecchio o una caduta dall’alto durante un intervento tecnico.

C’è un evento reale che ti ha segnato particolarmente e che mostra perché la prevenzione fa la differenza?
Durante un controllo in un albergo, il direttore mi ha detto: «Qui non abbiamo rischi come nell’edilizia». Qualche minuto dopo ci siamo trovati davanti un dipendente che lavorava a quasi 20 metri di altezza senza protezioni anticaduta. La prevenzione inizia spesso puntando i riflettori su un rischio diventato «normale».

Nel tuo lavoro quotidiano, come trovi l’equilibrio tra controllo, accompagnamento e sensibilizzazione?
Interveniamo di solito su segnalazione ma anche su richiesta di un’azienda che vuole migliorare la propria prassi. Questo approccio positivo permette scambi molto costruttivi. Secondo me, formazione e sensibilizzazione sono leve fondamentali.

Salute psichica, ergonomia, giovani lavoratori, durata del lavoro: quale tema è il più importante attualmente per le aziende che visiti?
Nel contesto economico attuale, i rischi psicosociali sono in netto aumento. Anche i giovani rimangono una priorità. Serve reattività per rispondere alle esigenze delle nuove aziende formatrici.

Quali sono i primi segnali – i dettagli concreti – che indicano che un’azienda prende veramente sul serio il tema della sicurezza?
Credo molto nel principio «ciò che non si vede, non si vive». Un ambiente ordinato, un team che sa cosa fare e un’organizzazione chiara sono spesso ottimi indicatori.

Partecipi regolarmente alla campagna SAFE AT WORK per l’albergheria-ristorazione. In che modo la tua esperienza pratica influenza l’attività di prevenzione? Fa davvero la differenza per le imprese e per chi opera nel settore?
L’albergheria-ristorazione è un settore particolarmente interessante a livello di prevenzione. Presenta numerosi rischi che possono essere rilevati rapidamente. I miglioramenti hanno quindi un impatto concreto e immediato. È un campo in cui gli interventi di prevenzione risultano efficaci anche nell’ottica del conseguimento degli obiettivi della CFSL.
In un settore come questo, sottoposto a una forte pressione operativa, bisogna badare all’essenziale e proporre strumenti semplici, validi e applicabili. In questa logica ho sviluppato una lista di controllo pratica che ha ottenuto grandi consensi dai professionisti del settore.

Per concludere, c’è un consiglio in materia di prevenzione che applichi anche nella tua vita privata?
Un casco bici mi ha probabilmente salvato la vita nel 2019. Oggi, con la nascita di mio figlio Malo, cerco di mettere in sicurezza la casa prima che lui inizi a esplorare il mondo.

News dalla Commissione tecnica dell’AIPL

La Commissione tecnica (CT) dell’AIPL è incaricata di esaminare le questioni tecniche, elaborare prese di posizione specialistiche e di presentarle agli ispettori e alle ispettrici del lavoro. Interviene in particolare negli ambiti non disciplinati o disciplinati solo in modo generico dall’ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro (OLL 3), l’ordinanza 4 concernente la legge sul lavoro (OLL 4), le direttive associate, l’ordinanza sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali (OPI) e la direttiva CFSL.

Di seguito presentiamo brevemente lo stato dei lavori e dei chiarimenti in corso dall’inizio del 2026.

Delimitazione tra l’OLCostr e l’OPI per i lavori sui tetti
È necessario chiarire le differenze tra le due ordinanze, in particolare per quanto riguarda i lavori sui tetti, e definire una terminologia uniforme. Si tratta di precisare il concetto di copertura a frequenza di utilizzo bassa, media o alta. La questione di sapere se vada applicata l’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr) oppure l’ordinanza sulla prevenzione degli infortuni (OPI) dipende infatti in larga misura dall’interpretazione di questi concetti.

Sulla pagina extranet della commissione è disponibile una presentazione elaborata dalla Suva (Philipp Ritter) che è servita da base di discussione per i lavori della CT.

I lavori non sono ancora del tutto conclusi: i chiarimenti e le definizioni dovranno essere concretizzati e armonizzati nei testi normativi e nei documenti informativi.

Prese di posizione
La versione rivista della presa di posizione sull’analisi dei rischi per i prodotti refrigeranti (versione 6) è stata approvata e pubblicata sull’extranet. La revisione integra gli adeguamenti tratti dall’opuscolo Suva n. 66139 «Funzionamento in sicurezza dei sistemi di refrigerazione e delle pompe di calore». Nello schema (al punto A «Luogo di installazione: locale in un edificio») viene ora esplicitamente menzionata la necessità di una ventilazione trasversale.

La CT ha inoltre esaminato l’opportunità di elaborare una presa di posizione sui lavori svolti nell’ambito di stage di orientamento professionale e ha deciso di attendere i risultati del workshop organizzato in occasione della prossima giornata di lavoro della SECO prima di pronunciarsi sui prossimi passi.

Elenco di esempi di pericoli particolari
Nell’ambito della revisione degli allegati alla direttiva CFSL 6508 concernente il ricorso ai medici del lavoro e agli altri specialisti della sicurezza sul lavoro (direttiva MSSL), la commissione specializzata 22 (CS 22) della CFSL ha incaricato l’AIPL di formulare proposte volte a semplificare e aggiornare l’allegato 1. Sotto la guida della CT, è stato costituito un gruppo di lavoro intercantonale incaricato di sviluppare uno strumento di orientamento migliorato per la classificazione dei pericoli secondo la direttiva MSSL.

L’elenco è stato sottoposto alla CS 22 e sarà messo a disposizione degli ispettori a titolo informativo sull’extranet dell’AIPL. La CT ne darà comunicazione non appena l'aggiornamento dell'elenco sarà finalizzato.

Membri della CT
Christophe Voutaz (Vaud) andrà in pensione e lascerà quindi la CT. Lo ringraziamo sentitamente per i suoi sette anni di impegno in seno alla commissione. Gli subentrerà Yves Bron (Giura), che garantirà la continuità della rappresentanza della Svizzera romanda.

La prossima riunione della CT affronterà la gestione dei controlli degli ispettori del lavoro di fronte all’uso sempre più diffuso dei robot nel mondo del lavoro, ad esempio nella ristorazione.

Verbali delle riunioni della CT
I verbali dettagliati delle sedute della CT sono disponibili sull’extranet dell’AIPL (link ai verbali).

Il gruppo di lavoro HOSP

Il gruppo di lavoro HOSP (da «Hospital») è stato creato per favorire lo scambio di esperienze tra i Cantoni e la SECO sulla base dei controlli MSSL e dei controlli sull’orario di lavoro. In un primo tempo la sua attività si è concentrata sui controlli sull’orario di lavoro negli ospedali per poi includere i controlli MSSL. Oggi il gruppo di lavoro è un interlocutore importante per le questioni complesse legate all’applicazione delle disposizioni giuridiche in materia di lavoro nelle aziende del settore sanitario.

Composizione del gruppo HOSP
Il gruppo HOSP è composto da specialisti di comprovata esperienza provenienti dagli organi di esecuzione che rappresentano tutte le regioni della Svizzera, nonché da due rappresentanti della SECO. 

  • David Lang, Argovia 
  • Sibylle Gygax, Berna 
  • Sandra Hänggeli, Friburgo 
  • Patrice Fosse, Ginevra 
  • Eva Sager, Lucerna 
  • Tiziano Gianotti, Ticino 
  • Raquel Morgado Marques, Losanna 
  • Stephan Melchers, Zurigo 
  • Deborah Balicki e Renate Gusset, SECO

Obiettivi del gruppo di lavoro
Il gruppo HOSP si occupa di tematiche relative all’esecuzione della normativa nel settore sanitario. L’obiettivo è quello di recensire le questioni pratiche, scambiare esperienze ed elaborare soluzioni.

  • Chiarire le questioni interpretative
  • Armonizzare le prassi di esecuzione
  • Elaborare raccomandazioni e strumenti pratici
  • Promuovere gli scambi tra i Cantoni
  • Sostenere e promuovere attivamente l’uniformità d’esecuzione
  • Fornire ai Cantoni gli strumenti necessari a facilitare i controlli nelle strutture sanitarie

Priorità attuale: assistenza e cura a domicilio (Spitex)
Questo settore solleva questioni sempre più complesse a livello di esecuzione, in particolare per quanto riguarda la delimitazione delle attività, l’osservanza dei requisiti di legge, la garanzia della qualità e le interfacce con altri ambiti della sanità. 

Il gruppo HOSP raccoglie esempi tratti dalla pratica ed effettua un’analisi congiunta delle tematiche rilevanti. Per ottenere un quadro per quanto possibile completo, abbiamo bisogno del vostro contributo. Vi invitiamo a trasmetterci i vostri feedback e a condividere le vostre esperienze. Quali problemi o sfide incontrate in sede di esecuzione nell’ambito dell’assistenza a domicilio (Spitex)? Dove emergono incertezze interpretative? Esistono approcci diversi? In quali ambiti ritenete che sia necessario intervenire o procedere a chiarimenti? 

I vostri feedback aiutano il gruppo HOSP a identificare le tematiche rilevanti e ad elaborare soluzioni pratiche.

Scambi e prossimo appuntamento
Potete inviare in qualsiasi momento le vostre osservazioni per mail. Il gruppo HOSP le esaminerà e le discuterà con la dovuta attenzione.

La prossima riunione aperta è in programma il 22 settembre 2026 e offrirà l’opportunità di uno scambio attivo. Nell’ambito della riunione online (Teams) gli organi di esecuzione potranno discutere insieme ai membri del gruppo HOSP problemi concreti, condividere esperienze pratiche ed elaborare soluzioni comuni. La vostra partecipazione attiva è importante perché ci aiuta a sviluppare un’esecuzione uniforme e vicina alle esigenze pratiche.

Ulteriori informazioni
Nell’extranet dell’AIPL, alla voce «Settore sanitario», gli organi esecutivi troveranno informazioni e documenti utili sull’organizzazione e lo svolgimento dei controlli dell’orario di lavoro nel settore sanitario: Temi specialistici & gruppi specialistici → Settore sanitario → HOSP

Formare oggi per proteggere domani

Negli ultimi due anni, diversi incidenti gravi, tra cui la tragedia di Crans-Montana, hanno riacceso i riflettori sul lavoro fondamentale svolto dai responsabili della sicurezza e dagli ispettori del lavoro. Le statistiche sugli infortuni sul lavoro ma anche nuovi studi scientifici evidenziano un aumento dei costi per le assenze imputabili alle conseguenze dei rischi psicosociali nelle aziende. 

Questi sviluppi ci ricordano realtà che conosciamo bene: i rischi professionali sono onnipresenti, la prevenzione richiede competenze specifiche e il nostro ruolo rimane centrale nella gestione dei rischi. 

La figura dello specialista della sicurezza si inserisce in un equilibrio complesso, tra logiche spesso contrapposte, vincoli economici, requisiti legali e realtà operative. Occorre svolgere analisi regolarmente, stabilire le priorità e saper convincere. La prevenzione non si impone dall’alto: si costruisce nel tempo, a contatto con la realtà. 

Il lavoro dei professionisti della salute e della sicurezza sul lavoro non si limita all’applicazione delle norme. Implica anche di saper interpretare le esigenze, anticipare situazioni complesse e tradurre i principi in misure concrete, adatte alle organizzazioni. Soprattutto, significa lavorare con le persone: una misura può essere davvero efficace solo se accompagnata da comprensione e adesione. Per questo è indispensabile una buona dose di psicologia. 

Il nostro ruolo rimane spesso discreto e, quando tutto funziona, passa inosservato. Eppure, ogni rischio controllato, ogni situazione anticipata testimonia l’importanza del nostro impegno quotidiano. 

I cambiamenti nel mondo del lavoro — crescente complessità degli ambienti, pressione sui costi, trasformazioni organizzative — rafforzano ulteriormente le esigenze nei confronti della nostra professione. Sollevano anche questioni fondamentali: come mantenere una prevenzione che sia al tempo stesso rigorosa e pragmatica? Come rafforzare il riconoscimento della nostra competenza senza appesantire il sistema? E come far evolvere il nostro ruolo in collaborazione con le imprese e le autorità? 

La formazione ha un ruolo cruciale e sono convinta che chiunque ricopra una funzione nel settore della protezione della salute e della sicurezza sul lavoro debba seguire una formazione certificata che dovrà completare e aggiornare nel corso della carriera. Troppe denominazioni designano professionisti a cui vengono attribuite responsabilità importanti senza garantire la qualità delle competenze acquisite. Abbiamo ancora molto da fare e da offrire a tutti gli attori del settore. Per questo il mio ruolo nel comitato direttivo all’Associazione per la formazione professionale superiore SLPS è per me una grande fonte di soddisfazione. 

Queste sfide richiedono dialogo. Tra specialisti, datori di lavoro e autorità è essenziale condividere le esperienze, confrontare gli approcci e far evolvere le pratiche. È proprio questa riflessione collettiva che intendo promuovere: oggi, più che mai, la cultura della salute e della sicurezza è indispensabile per garantire ambienti di lavoro sicuri e tutelare il benessere delle persone e della società.

Sandrine Spina, presidente AIPL

Intervista a Ernst Heeb

PERCHÉ?

AIP: Ernst, sei ispettore del lavoro da oltre vent’anni. Di segnalazioni di irregolarità riguardanti la sicurezza sul lavoro o la tutela della salute in azienda ne avrai ricevute a iosa. Probabilmente avrai anche perso il conto dei controlli che hai svolto, ma c’è una domanda che ti viene posta sistematicamente?
Ernst: Una domanda che si presenta direttamente e indirettamente c’è, eccome.

AIP: Allora deve essere davvero fondamentale. Qual è
Ernst: Posso riassumerla in una parola: PERCHÉ?

AIP: E chi la pone?
Ernst: Va detto che molti controlli vengono svolti su segnalazione. In questi casi chiedo a chi fa la segnalazione perché sollecita un controllo, perché vuole cambiare una determinata situazione in azienda, perché si sente sotto pressione.
La domanda «perché?» permette di chiarire il contesto e di capire esattamente le interazioni concrete e le sfide e, in ultima istanza, di intervenire in modo adeguato.

AIP: Chi altri la pone?
Ernst: Sostanzialmente i datori di lavoro. In ogni caso bisogna rispondere alle seguenti domande: perché si fanno i controlli? A che scopo? Perché l’azienda dovrebbe apportare dei cambiamenti? Perché gli adeguamenti o l’ottimizzazione della sicurezza sul lavoro e della tutela della salute dovrebbero essere un vantaggio per l’azienda?

AIP: Perché parli di vantaggi?
Ernst: Quando la manodopera serve per fornire un servizio, la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute sono un fattore chiave per la produttività e, in ultima istanza, per il successo di un’azienda. Collaboratrici e collaboratori in salute sono fondamentali per imporsi sulla concorrenza.

AIP: Interessante. C’è un altro «perché?» per il quale la risposta può essere rilevante?
Ernst: Certamente. Siamo ispettrici ed ispettori del lavoro e ci capita di incontrare datori di lavoro restii ad ascoltare consigli. Queste persone possono trasformare il nostro lavoro in un inferno. A volte, davanti a loro, mi sento come un naufrago che deve attraversare l’oceano a bordo di una zattera. Le tempeste che datori di lavoro di questo tipo possono provocare non fanno che complicare ulteriormente il nostro lavoro, già difficile di per sé.

Spesso possiamo rispondere da soli alla domanda: «Perché questa resistenza?». Riflettendo meglio, ci rendiamo conto che anche i datori di lavoro navigano a bordo di una zattera ma devono superare ostacoli ancora maggiori dei nostri. Gli ispettori del lavoro che lo capiscono fanno meno fatica ad accompagnare l’attuazione delle disposizioni di legge. Per questo ritengo importante dare tempestivamente risposte chiare alla domanda «Perché?». Per il bene di tutti.

News dalla Commissione tecnica dell’AIPL

La Commissione tecnica (CT) dell’AIPL ha tenuto la sua prima seduta dell’anno, nel corso della quale ha passato in rassegna le questioni rimaste in sospeso alla fine del 2025 e ha affrontato nuove tematiche.

Retrospettiva 2025 

Nel 2025 la CT si è riunita sei volte. Come di consueto, si è concentrata su questioni attuali relative alla prassi di esecuzione e sulle sfide sia ricorrenti che nuove.

I lavori si sono concentrati in particolare sui seguenti temi:

  • Formazione degli ispettorati cantonali del lavoro sui prodotti refrigeranti
  • Elaborazione delle frasi predefinite sui prodotti refrigeranti
  • Presa di posizione sulla progettazione e la configurazione di uffici moderni
  • Valutazione dei nuovi sistemi di armadi guardaroba («Zippsafe»)
  • Questione di delimitazione: a partire da quando le stazioni di ricarica elettrica sono considerate stazioni di servizio?
  • Sviluppo di nuove frasi predefinite per il controllo dell’illuminazione di emergenza
  • Presa di posizione sulla consultazione tecnica relativa alle norme antincendio 2026

La CT ha inoltre elaborato una presa di posizione sulla valutazione del rischio tecnico per la sicurezza nei sistemi di refrigerazione.

Prospettiva per il 2026

I temi importanti per il 2026 sono:

  • Delimitazione tra il campo di applicazione dell’OLCostr e quello dell’OPI per i lavori sui tetti e coordinamento con la Suva
  • Elaborazione di un ausilio per gli ispettori del lavoro sotto forma di un elenco di esempi di attività per le quali è necessario coinvolgere gli specialisti della sicurezza sul lavoro (MSSL)

Anche nel 2026 sono previste sei riunioni. La CT invita gli ispettorati cantonali del lavoro a segnalare le problematiche che sollevano domande ricorrenti a livello nazionale.

Verbali delle riunioni della CT: I verbali dettagliati delle riunioni della CT sono disponibili sull’extranet dell’AIPL (link ai verbali).

Interview con Sara Na Champassak


Cosa ti piace particolarmente dell’attività di ispettrice del lavoro?
Questa attività copre un ambito vastissimo con tanti temi e settori molto diversi tra loro. Il mio ruolo richiede competenze vaste e diversificate. Mi piace soprattutto l’alternanza tra attività sul campo a diretto contatto con aziende, collaboratrici e collaboratori, architetti e altri specialisti – e il lavoro alla scrivania con i casi da trattare, la progettazione e altri compiti amministrativi. Questo mix mi permette di approfondire gli aspetti normativi senza perdere il contatto diretto con la realtà professionale.

Qual è il tuo approccio, la tua posizione, in materia di sicurezza sul lavoro e tutela della salute?
Sono prima di tutto convinta che questo tema non debba essere percepito come un obbligo fastidioso o semplicemente come un’inutile montagna di scartoffie. Mi impegno affinché sia considerato parte integrante di tutti i processi aziendali e dei flussi di lavoro, al fine di generare attivamente valore aggiunto. Questo valore aggiunto – collaboratori sani, motivati ed efficienti – deve essere messo in primo piano.

Riconosco che la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute siano solo un aspetto della conduzione aziendale e rispetto le molteplici sfide che le aziende devono affrontare quotidianamente. Per evidenziare efficacemente il valore aggiunto della sicurezza in questo contesto complesso, l’approccio non può essere solo teorico. Naturalmente controlliamo, ma forniamo anche consulenza. L’esistenza e la redditività di un’azienda sono fondamentali per la sicurezza dei posti di lavoro. Naturalmente ci sono limiti chiari: il rispetto di elementari e principali standard di sicurezza non deve essere negoziabile.

Per tenere viva l’attenzione sul tema e raggiungere al meglio i vari gruppi target, servono metodi mirati e moderni.

Un ottimo esempio in tal senso è la Giornata Nuovo Futuro, organizzata recentemente, durante la quale abbiamo allestito diverse postazioni per offrire ai giovani la possibilità di osservare da diversi punti di vista la nostra realtà professionale. Abbiamo cercato la loro attenzione tra l’altro con la campagna di Safe at Work «Safety Quest» che sfrutta il canale del videogioco Fortnite. Propone quattro livelli interattivi sulla sicurezza sul lavoro e la tutela della salute. L’entusiasmo dei partecipanti conferma quanto sia efficace la scelta di interrogarci sulla realtà dei diversi gruppi target.

Ma l’entusiasmo da solo non basta. Le aziende hanno bisogno di una base solida e chiara che includa sistemi necessari e razionali, ma solo le persone che lo applicano possono stabilire se un sistema è efficace o no. Anche la posizione dei vertici ha un ruolo determinante: i dirigenti devono dare l’esempio e parlarne attivamente.

Hai un motto o un consiglio che ti guida nella tua vita professionale?
Il mio motto è: non si finisce mai di imparare. Riflette la convinzione che ogni giorno, ogni incontro, ti insegna qualcosa di nuovo e che anche le cose più piccole sono preziose. È un atteggiamento essenziale. Nel mio tempo libero, ad esempio, mi piace viaggiare, scoprire nuovi luoghi e altre culture. Per me è una sorta di esercizio per allenare la capacità di adattamento e mi dà la possibilità di immergermi in nuovi contesti. È un modo per capire meglio le specificità della realtà professionale dei vari settori. Questa apertura è molto preziosa perché alimenta la mia curiosità e mi aiuta a orientarmi nelle situazioni più disparate della vita sia privata che professionale.

La commissione tecnica in visita all’aeroporto di Zurigo-Kloten


Oltre alle cinque sedute regolari, una volta all’anno la commissione tecnica organizza un incontro sull’arco di due giorni. Il secondo giorno è dedicato a temi di attualità e, a seconda della sede della riunione, viene organizzata una visita informale presso un’azienda. Nel mese di settembre 2025 è toccato al Canton Zurigo ospitare la commissione tecnica.

Dopo la riunione al Dipartimento per l’economia (AWI) ad Altstetten, i partecipanti hanno visitato il nuovo impianto di smistamento bagagli dell’aeroporto di Zurigo-Kloten. Il sistema ultramoderno di nastri trasportatori e sistemi di smistamento è interamente automatizzato e gestito da un’unica centrale. Grazie a una tecnica ultramoderna il sistema riconosce e risolve in pochi minuti gli ingorghi. Nei giorni di maggior traffico, a seconda dei piani di volo e dell’affluenza di viaggiatori, vengono trattati e smistati fino a 50 000 bagagli. Senza la forza manuale, tuttavia, il processo non potrebbe concludersi e il sistema non sarebbe così efficace: le valige vengono infatti caricate nei rimorchi e nei container da persone in carne e ossa prima di essere inviati nelle stive. 

Oltre ad osservare come il personale viene istruito nella movimentazione ergonomica, i membri della commissione tecnica hanno potuto seguire i processi tecnici e logistici anche nell’ottica della sicurezza sul lavoro e la protezione della salute.

A proposito, chi vuole dare personalmente un’occhiata dietro le quinte, può annunciarsi a una visita guidata. Maggiori informazioni su: Weg des Gepäcks – Flughafen Zuerich

Verbali delle riunioni della CT: I verbali delle riunioni della CT sono disponibili sull’extranet dell’AIPL (link ai verbali).

Interview con Roland Scherer

« Compiti variati e una professione gratificante »

Roland Scherrer, capo dell’ispettorato del lavoro del Cantone di Nidvaldo, parla delle sfide e delle opportunità in un piccolo Cantone e della varietà dei compiti che contraddistingue la sua attività. Spiega inoltre perché trova il suo lavoro particolarmente gratificante.

Vedi differenze tra il Cantone di Nidvaldo e altri Cantoni per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro?
No, dal punto di vista tematico non c’è differenza tra Nidvaldo o altri piccoli Cantoni, come Uri o Obvaldo, e i Cantoni più grandi. 

I Cantoni rurali e quelli più grandi, a vocazione urbana, attribuiscono alla sicurezza sul lavoro e alla protezione della salute la stessa importanza e i lavoratori hanno diritto allo stesso livello di protezione.
Anche a Nidvaldo vengono presentare denunce per mobbing, mancata concessione del tempo per l’allattamento, troppi straordinari, buste paga mancanti o mancata retribuzione delle pause per bisogni fisiologici. Da questo punto di vista, Nidvaldo non è né meglio né peggio del resto della Svizzera.

La differenza sta nel fatto che siamo un piccolo ispettorato con un organico ridotto e dobbiamo svolgere gli stessi compiti degli altri. Non disponiamo di team di specialisti, ma dobbiamo occuparci di tutto personalmente. Ricordo che le attività di un ispettorato sono molte e molto diversificate. Nel mio caso alle mansioni «tradizionali» si aggiungono anche compiti che rientrano nelle competenze dell’Ufficio del lavoro: ad esempio, mi occupo di indennità per lavoro ridotto e intemperie, autorizzazioni per lo svolgimento di attività a rischio, protezione dal fumo passivo e consulenza in materia di diritto del lavoro. Ma è proprio questo il bello del mio lavoro. La varietà dei compiti rende la mia giornata lavorativa stimolante anche se impegnativa.

Come tutti, ci troviamo ad affrontare le sfide della digitalizzazione. Le nuove forme di lavoro si stanno affermando anche nel nostro Cantone. Siamo chiamati a creare condizioni quadro compatibili con la salute dei datori di lavoro e dei lavoratori nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti.

Attualmente stiamo informatizzando i processi e i servizi con l’obiettivo di garantire alla popolazione l’accesso digitale a tutti i servizi del Cantone, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

Noi Cantoni di piccole dimensioni dobbiamo tenerci costantemente aggiornati. Questo ci aiuta a riconoscere le tendenze emergenti e ad anticipare i nuovi temi. In quest’ottica, ci impegniamo a collaborare in gruppi di lavoro nazionali o partecipare a corsi di formazione e conferenze. Strategicamente è fondamentale. Inoltre, lo scambio reciproco favorisce la creazione di reti di contatto e facilita la circolazione di utili informazioni.

Quali sono gli aspetti più gratificanti del tuo lavoro?
Provo grande soddisfazione quando riesco a convincere un cliente dell’opportunità di una misura, quando ne capisce il senso e lo scopo ed è disposto ad attuarla a suo vantaggio. Oppure quando insieme troviamo una soluzione costruttiva e accettabile per entrambe le parti.

Mi regala grande soddisfazione anche vedere realizzato un progetto di costruzione che avevo valutato solo in base ai piani e che ha richiesto mesi o addirittura anni di lavoro. Momenti come questo mi danno una grande carica e compensano il lungo lavoro di accompagnamento del progetto.

Trovo molto gratificante anche il contatto con le aziende. A piacermi qui a Nidvaldo sono le persone, accessibili e alla mano. Qui ci si dà subito del tu e spesso gli accordi vengono conclusi con una stretta di mano. La parola data è sacra.

C’è un motto o un principio che guida la tua vita professionale quotidiana?
Il mio motto è: «Vivi e lascia vivere». Mi spiego: non serve a nulla presentarsi subito con richieste esagerate. Noi ispettori dobbiamo avere un senso della misura e capire che non siamo gli unici a effettuare controlli e imporre misure. Ci sono ad esempio le assicurazioni, gli organi di revisione, altri uffici o altri organi di esecuzione. Per le piccole aziende che non dispongono di personale amministrativo dedicato le visite di controllo richiedono un impegno considerevole. Per questo motivo puntiamo a migliorare il coordinamento, ossia a provvedere affinché tutti i servizi e gli uffici interessati effettuino congiuntamente le visite nelle aziende.
Personalmente ritengo che durante un controllo si dovrebbero riscontrare più aspetti positivi che negativi perché parto dal presupposto che le aziende si impegnano e hanno riflettuto sulle proprie prassi e sul proprio modo di lavorare.

News dalla Commissione tecnica dell’AIPL

In ogni edizione della newsletter vi presentiamo un articolo della Commissione tecnica (CT) dell’AIPL. La rubrica è destinata innanzitutto agli ispettorati cantonali del lavoro, ma è interessante anche per qualsiasi persona impegnata nella sicurezza sul lavoro e nello sviluppo di pratiche di prevenzione.

Formazione sui prodotti refrigeranti
In marzo 2025 sono stati presentati alle ispettrici e agli ispettori i documenti e gli ausili sviluppati dalla CT in collaborazione con la Suva e l’Associazione svizzera frigoristi (ASF) per la valutazione dei pericoli legati ai sistemi di refrigerazione e ai refrigeranti. I documenti e le presentazioni sono disponibili nell’extranet AIPL alla rubrica Temi/Settori specialistici/Formazione sui refrigeranti (link ai documenti). La presa di posizione sull’analisi dei rischi di sicurezza (Technische Risikoanalyse, punto 4) fornisce una sintesi e funge da ausilio pratico per la valutazione dei rischi per la salute nell’impiego di refrigeranti.

Il manuale di progettazione (Planbuch) è stato completato con alcune frasi sui requisiti di sicurezza dei sistemi di refrigerazione e degli spazi in cui vengono utilizzati. 

Strutture temporanee
Le strutture che possono essere montate e smontate ripetutamente e che quindi non rimangono permanentemente in un luogo (ad es. giostre, tensostrutture, tribune) non rientrano nel campo di applicazione dell’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr). Secondo la LAInf gli ispettorati cantonali del lavoro sono considerati organi esecutivi competenti. Questo significa che se è a conoscenza dell’organizzazione di eventi in cui sono previste strutture temporanee, il Cantone può effettuare controlli sul posto o anche un controllo MSSL.

Servizi igienici nelle microimprese
La CT ha discusso la modifica o lo stralcio della menzione del numero di persone nelle indicazioni della SECO relative all’articolo 32 OLL 3. Se da un lato si constata che la prassi attuale – ossia un bagno comune per al massimo 10 persone nel caso di attività poco insudicianti (lavoro di ufficio) – resta ammessa, dall’altro si osserva che la nuova formulazione prevede la possibilità di bagni neutri (ossia non differenziati per genere) e consente quindi un numero maggiore di utenti. Per garantire l’intimità e la privacy, è importante che i bagni neutri siano progettati come ambienti completamente chiusi, con pareti divisorie continue fino al soffitto. All’interno del bagno deve essere previsto un lavandino separato per l’igiene delle mani.
Il gruppo di lavoro competente è stato incaricato di adeguare il manuale di conseguenza. 

Nuove prescrizioni in materia di protezione antincendio 2026 e revisione totale dell’OLL4
A breve le nuove prescrizioni in materia di protezione antincendio (PPA) 2026 verranno sottoposte a consultazione tecnica. La consultazione durerà da settembre 2025 a gennaio 2026 e sarà seguita da una consultazione politica prevista da agosto a settembre 2026. L’obiettivo è di mettere in vigore le nuove prescrizioni in aprile 2027.

Le nuove prescrizioni verranno raccolte in un unico documento contenente il testo delle prescrizioni e, sotto ogni articolo, figurano le note esplicative corrispondenti.

Parallelamente, è prevista una revisione completa dell’OLL4 la cui entrata in vigore coinciderà con quella delle PAA 2026. Come conseguenza, anche le istruzioni della CFSL verranno adeguate alle nuove prescrizioni PAA 2026 e OLL4. Dalla consultazione tecnica sembra emergere che in futuro la prassi di esecuzione farà spesso riferimento alle PAA 2026 in modo da armonizzare l’applicazione delle prescrizioni.

Questo rappresenta una grossa sfida per la SECO e gli ispettorati cantonali del lavoro a livello di formazione oltre che di esecuzione. L’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione per i fabbricati (AICA) proporrà i primi corsi di formazione nel dicembre 2025 anche se non tutti i contenuti saranno stati finalizzati.

Una volta conclusa la consultazione tecnica e definito l’orientamento delle nuove PAA 2026, gli ispettorati cantonali del lavoro e la SECO dovranno garantire un’esecuzione armonizzata della nuova OLL4 a partire da aprile 2027.

PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche)
Un’organizzazione di pompieri ha richiesto un parere alla commissione tecnica in merito all’idoneità dei propri DPI rispetto all’esposizione a schiume antincendio contenenti PFAS.

La CT ha ritenuto di non essere l’interlocutore giusto per fornire una risposta in merito. Afferma tuttavia che se vengono rispettate le misure di sicurezza standard indicate dal fabbricante o dal fornitore, le esigenze in materia di sicurezza sul lavoro e protezione della salute verificabili dagli ispettorati cantonali del lavoro sono adempiute. La questione non verrà approfondita.

Verbali delle riunioni della CT
I verbali dettagliati delle riunioni della CT sono disponibili sull’extranet dell’AIPL (link ai verbali).

Un grazie di cuore ai membri uscenti del Consiglio direttivo

Tre membri hanno deciso di lasciare l’incarico in seno al Consiglio direttivo dell’AIPL. Il loro impegno, le loro competenze e il loro buon umore hanno lasciato il segno nella nostra associazione.

Miriam Kaiser – Presidente della Commissione giuridica
Prima donna eletta nel Consiglio direttivo nel 2023 (insieme a Sandrine Spina), Miriam ha messo al servizio degli ispettorati cantonali del lavoro le sue competenze giuridiche con pragmatismo e sempre con il sorriso. Gli impegni professionali nel suo Cantone la spingono a lasciare il Consiglio direttivo. Il suo operato segnerà il settore della salute e della sicurezza sul lavoro ancora a lungo. 

Werner Scherrer – Cassiere dell’AIPL
Werner lascia il Consiglio per dedicarsi alla più che meritata pensione. Nella sua attività al servizio del Cantone di Svitto e dell’AIPL, ha affrontato con determinazione incrollabile transizioni e cambiamenti. Con la sua indiscussa competenza, ha contribuito ad arricchire e migliorare il programma di formazione SLPS. Nella sua funzione di cassiere dell’AIPL svolta con professionalità, ha saputo gestire le sfide finanziarie che la nostra associazione ha dovuto affrontare nelle fasi iniziali. La sua personalità ha segnato la nostra storia.

Guido Fischer – Presidente della Conferenza regionale della Svizzera orientale
In vista del suo meritato pensionamento, Guido sta preparando con grande cura la successione. La sua perspicacia e il suo pragmatismo hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo della nostra associazione in un settore in continua evoluzione. Guido è il nostro rappresentante presso la CFSL, dove è membro supplente, e presso numerosi altri partner.

È un solido pilastro che ci garantirà il suo sostegno ancora a lungo.

Un grazie di cuore a tutti e tre! L’AIPL vi augura pieno successo per i progetti futuri e vi ringrazia di cuore per l’innegabile dedizione

Interview con Gianluca Chioni

«La protezione della salute è un lavoro di squadra»

Un team motivato e competente per fare la differenza: è questo che rende il suo lavoro particolarmente gratificante. In questa intervista, Gianluca Chioni, capo dell’Ispettorato cantonale del lavoro del Ticino, parla di responsabilità, delle nuove sfide nel mondo del lavoro digitale e rivela il motto che lo aiuta nei momenti di tensione.

Qual è l’aspetto più gratificante del tuo lavoro?
Uno degli aspetti più gratificanti del mio lavoro come responsabile dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro è, da un lato, avere un team motivato e coeso, capace di affrontare con competenza e flessibilità le sfide e i continui cambiamenti legati alla professione di ispettore cantonale del lavoro. Operiamo in un contesto sempre più globalizzato, digitale interconnesso e competitivo, in cui non tutte le organizzazioni dimostrano la stessa sensibilità verso i temi della salute e della sicurezza sul posto di lavoro. In questo scenario è fondamentale poter contare su collaboratori che condividano valori comuni e che siano pronti ad adattarsi e a promuovere una cultura della prevenzione, in grado di saper leggere il contesto in cui operano e adottare il migliore approccio nei confronti dell’azienda, dissuasivo o direttivo a dipendenza dell’interlocutore. Dall’altro lato, è estremamente gratificante percepire concretamente l’impatto del nostro lavoro presso le aziende e i lavoratori. Quando, anche grazie al nostro intervento, si riesce a migliorare le condizioni di lavoro, a beneficio sia dei dipendenti sia dei datori di lavoro, si ha la conferma del valore sociale e umano del nostro ruolo. Questa consapevolezza ci motiva ogni giorno a dare il meglio, con l’obiettivo di contribuire a un mondo del lavoro più sicuro, sano ed equo.

Hai notato, nel corso degli anni, dei cambiamenti per quanto riguarda la responsabilità delle persone e delle aziende in materia di sicurezza sul lavoro e di protezione della salute in Ticino?
Il livello di responsabilità che incontriamo durante le ispezioni varia a seconda del settore economico e delle persone coinvolte all’interno dell’azienda, siano essi datori di lavoro o dipendenti. Se consideriamo come indicatore la tendenza alla diminuzione degli infortuni professionali dell’ultimo decennio a livello nazionale, possiamo affermare che negli anni si è registrata una maggior responsabilità e consapevolezza, sia individuale sia aziendale. Rispetto a vent’anni fa si osserva un miglioramento nel livello di attenzione e impegno verso la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Questo è dovuto, oltre all’evoluzione del quadro normativo, anche all’aumentata accessibilità all’informazione e alla rete di relazioni e sinergie tra i diversi attori del mercato del lavoro: dalle parti sociali che rappresentano gli interessi economici e dei lavoratori, fino alle autorità incaricate della vigilanza e del controllo. Queste collaborazioni hanno permesso di far emergere situazioni critiche che, in passato, sarebbero rimaste invisibili o più difficilmente individuabili.

L’evoluzione del mercato del lavoro pone nuove sfide in tema di responsabilità. Il lavoro basato su piattaforme digitali, a volte caratterizzato da rapporti di lavoro atipici o da una forma di autonomia solo apparente, il confine tra responsabilità del committente e responsabilità individuale del lavoratore tende a sfumare. Ciò può tradursi in una minore tutela per i lavoratori e in una maggiore difficoltà per le autorità ispettive nel garantire il rispetto degli standard di sicurezza e condizioni di lavoro dignitose. Proprio per questo è importante continuare a promuovere la cultura della prevenzione anche nei contesti più frammentati e favorire un’evoluzione normativa capace di intercettare i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro. La responsabilità non può fermarsi alla forma contrattuale, ma deve essere ricondotta alla sostanza del rapporto di lavoro e alla tutela effettiva delle persone coinvolte.

Hai un motto o un consiglio che segui nel tuo lavoro quotidiano?
In alcuni contesti, quando magari le discussioni con alcuni datori di lavoro si fanno un po’ ruvide, mi piace usare l’affermazione “aiutateci ad aiutarvi”. Spesso funziona, il clima si distende e la discussione diventa più costruttiva per entrambe le parti.

Dietro le quinte della sicurezza sul lavoro

La Commissione tecnica dell’AIPL si presenta

In ogni numero di questa newsletter vi proporremo un articolo della Commissione tecnica (CT) dell’AIPL. La rubrica è rivolta principalmente agli ispettorati cantonali del lavoro, ma è pensata anche per tutte le persone interessate alla sicurezza sul lavoro e all’evoluzione delle prassi di prevenzione. Inauguriamo questa serie con un ritratto della CT, il suo ruolo, la sua composizione e il suo lavoro.


Una missione al servizio della prevenzione
La Commissione tecnica (CT) dell’AIPL ha il compito di analizzare questioni tecniche in rapporto all’applicazione della legge sul lavoro (LL) e della legge sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF) e di elaborare prese di posizione per le ispettrici e gli ispettori del lavoro. Spesso affronta temi non trattati o trattati solo in parte nelle ordinanze (OLL 3+4), nelle istruzioni o nei documenti della CFSL.

Composizione rappresentativa e pluridisciplinare
La CT è composta da rappresentanti degli ispettorati del lavoro dei Cantoni e del Principato del Liechtenstein. Si organizza autonomamente prestando attenzione a una rappresentanza equilibrata delle regioni. Il presidente della CT, che deve essere eletto dall’assemblea dell’associazione, siede nel Consiglio direttivo dell’AIPL. Ciò garantisce un buon flusso di informazioni tra la commissione e il consiglio.
La commissione collabora con altri importanti organi esecutivi quali la SECO, la Suva, agriss e l’Associazione intercantonale per la protezione LAINF (AIP). Sebbene questi rappresentanti non abbiano diritto di voto, le loro opinioni hanno un grande peso nel processo decisionale.

Lavori concreti e risorse condivise
I temi discussi sono documentati in verbali dettagliati e completati da estratti pubblicati nella newsletter. Se necessario, la CT redige anche prese di posizione o liste di controllo pratiche. Questi documenti sono disponibili sul sito Intranet dell’AIPL. La CT decide inoltre quali norme mettere a disposizione dei soci, privilegiando quelle espressamente menzionate nelle indicazioni ufficiali.

Temi in rapporto diretto con la prassi
I temi sono proposti dal Consiglio direttivo, dall’AIP, dai gruppi regionali o direttamente dagli ispettorati cantonali del lavoro. Tra gli argomenti trattati recentemente figurano tra l’altro gli accessi ai tetti, la vista sull’esterno, i prodotti refrigeranti, la valutazione dei piani di impianti eolici o la revisione di atti normativi.

Piattaforma di scambio con i partner
La CT funge anche da riferimento per le organizzazioni partner che possono sottoporle le loro bozze di istruzioni, strumenti di applicazione o consultazioni per ottenere un riscontro tecnico prima della pubblicazione o dell’attuazione.

Ritmo regolare, contatto con la realtà di prima linea
La CT si riunisce sei volte all’anno, generalmente in presenza a Berna. Una volta all’anno viene organizzata una clausura di due giorni in un altro cantone. L’incontro comprende una visita aziendale con focus sulla salute e la sicurezza sul lavoro, un momento-chiave per mantenere il contatto con la realtà di prima linea.
 

Composizione attuale della CT

Rappresentanti cantonali

  • Martin Kradolfer, TG
  • Lui Grigis, GR
  • Regine Mohr, BS
  • Roland Scherer, NW
  • Christian Eyer, BE
  • Matteo Guidinetti, TI
  • Christophe Voutaz, VD
  • Robert Hassler, FL
  • Jürg Marton, ZH, presidente
  • Jelena Dimovic, AIPL, stesura del verbale

Rappresentanti delle organizzazioni specializzate

  • Christophe Iseli, SECO
  • Philipp Ritter, Suva
  • Elias Müller, agriss
  • Erika Schütz, AIP

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